lunedì 20 febbraio 2012

Lupo rules.

Eccomi, eccomi!
Perdonate la latitanza, non ho scuse, tranne una: in questo periodo mi sono persa su altre diavolerie web (parlo come mia nonna), primo fra tutti Twitter. E sì, adesso anche io twitto, ritwitto e hashtaggo, perciò followatemi, please!


Per il resto state bene? Sì? Anch'io.

Ho un unico problema.

Domani all'asilo c'è la festa di Carnevale e io ho già il vestitino pronto nell'armadio. Indovinate di che colore è? ROSSO, esatto. È una congiura. Non bastava il Natale, adesso anche Carnevale: il rosso mi perseguita. Ma io lo so qual è il motivo. È da quando aveva 16 anni che la Ragazza sogna un vestito rosso, magari lungo, estivo, leggero, svolazzante. Non ha mai avuto il coraggio di indossarlo. Dice che il rosso è troppo appariscente, che si sente in imbarazzo. E allora si sfoga su di me. È proprio vero che sui figli ricadono le frustrazioni dei genitori. Menomale che non ha mai sognato di fare la ballerina, mi ci vedete voi in tutù?

Io volevo vestirmi da lupo.

Il lupo sì che è figo. Soffia via la casa di paglia con un colpo di tosse, abbatte la casetta di legno con una mossa alla Van Damme, frega tutti e 7 i capretti con uno stratagemma e alla fine cercano sempre di accopparlo, ma il giorno dopo lui è sempre pronto per una nuova fiaba.

Lupo, per sopravvivere ti sei già travestito da nonna e da mamma capra, ma domani sarai un lupo travestito da Cappuccetto. Per mangiarvi meglio, AAAUUUM!

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